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3 Aprile 2025

Rubrica: “Storie dal web” a cura di Francesco Sampogna

In fila alla cassa, il display segna 26,80€, la faccia stranita: “Ah scusi ho dimenticato il bancomat, ho solo 25€ tolgo qualcosa“.
Nel piccolo carrello non ci sono patatine o cibi inutili, vedo pane, pasta, latte, pomodori, carta igienica. L’imbarazzo per chi è distante appena un metro è palpabile, il volto di una mamma poco più che 50enne è corrucciato, deve scegliere cosa sottrarre ai propri figli. È così che assisto al più bel film italiano, reale più che neorealista, poco dietro un altro signore in fila: “Scusi, le è caduto qualcosa“. La signora è sorpresa, a terra c’è una banconota da 10 euro, sa bene che non le appartiene. Lo sguardo amorevole dell’uomo la convince, é troppo per lei dire che è sua. Non ha vestiti firmati ma non indossa stracci, non ha il trucco ma la sua faccia trasuda sacrifici. Il signore si piega, raccoglie la banconota e le dice: “Probabilmente è successo quando ha aperto il borsello“. Ora sembra una bambina, é felice, soprattutto della sua onestà. Paga e uscendo sorride all’uomo che è davanti a me. Lo guarda per l’ultima volta e dice: “Grazie“.

Assisto e sono felice anch’io, ho capito la lezione. Quell’uomo avrebbe potuto dire: “Non si preoccupi faccio io”.

Invece ha scelto di preservare la dignità, sua e della signora. Chi ha fatto un beneficio taccia, lo ricordi chi lo ha ricevuto.

Ricordiamoci che il bene si fa in silenzio, il resto è palcoscenico.

Scritto da Irene, la cassiera

Resilenza – Facebook

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